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I periodi di siccità sono forse il principale rischio che gli abitanti delle aree pastorali si sono, nei secoli, preparati ad affrontare periodicamente. Secondo alcuni autori questo tipo di emergenze climatiche si sta verificando con frequenza sempre maggiore e le zone pastorali tendono a diventare più calde e più secche. Purtroppo i cambiamenti del clima, evidenti un po' dappertutto nel pianeta, si accompagnano a modificazioni di tipo socio-economico d'impatto anche maggiore. Ad aggravare la situazione contribuiscono anche altri eventi, non infrequenti in questo ambito e cioè differenti emergenze di tipo climatico (inondazioni ed allagamenti), sanitarie (epidemie del bestiame) e sociale (conflitti interetnici o interclanici). Tutti questi fattori sono strettamente legati fra loro e spesso l'uno può essere la conseguenza dell'altro, favoriti dal fatto che le zone di cui stiamo parlando sono quasi sempre marginali e dimenticate dal potere centrale e sotto l'occhio dei riflettori solo in periodo di emergenza. Proprio la convivenza, nei secoli, con questi eventi ha consentito la messa a punto di strategie di difesa, in inglese definite come coping strategies. Queste ultime anche se in realtà non sono in grado di proteggere totalmente la vita umana (life) sono state storicamente adatte a garantire la conservazione dei mezzi di sussistenza (livelihood), permettendo la ripresa ed il recupero nei periodi post-emergenza. Le due parole, sebbene con radice inglese comune, differiscono notevolmente nella sostanza. Le coping strategies, hanno però perso, nel corso del tempo, la loro efficacia, lasciando molte zone pastorali in uno stato di cronica vulnerabilità. Le cause di ciò sono molteplici e non tutti gli autori si trovano sempre d'accordo nell'individuarle. L'aumento della pressione umana ed animale sul territorio a fronte di una diminuzione dei capi animali/pro capite, il degrado ambientale associato ad una diminuzione delle aree pascolabili, la riduzione della mobilità spesso dovuta a conflitti sociali sono fra le principali ragioni della crescente instabilità
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