In avvio

Percorsi di resilienza e sicurezza alimentare nel Burkina Faso orientale

Tra Fada N'Gourma e Diapaga 150 donne, in gran parte sfollate, imparano a trasformare e conservare quello che producono.

Il progetto è il passo successivo dell’intervento con le donne sfollate di Fada N’Gourma e allarga il lavoro a Diapaga, nella provincia della Tapoa, creando un asse tra le due città che unisce le competenze dell’associazione VIVAVI, in agroecologia e piscicoltura, e quelle dell’associazione RNB, nelle produzioni primarie e nella gestione dell’ambiente. A Fada, sul sito di Bougui, si passa dalla sola produzione alla trasformazione e alla conservazione: una piccola struttura con quattro essiccatori solari e due forni a basso consumo per affumicare il pesce, la formazione di 75 donne sull’igiene, l’essiccazione e l’affumicatura, e la costruzione di forni domestici migliorati in argilla, che consumano dal 30 al 40% di legna in meno. A Diapaga, dove l’insicurezza sconsiglia di costruire strutture stabili, altre 75 donne impareranno l’orticoltura fuori suolo, in sacchi, la trasformazione dei prodotti forestali non legnosi e la produzione di sapone, seguite da formatori scelti all’interno della stessa comunità, che possono muoversi senza i limiti imposti al personale esterno. Trasmissioni radio in lingue locali porteranno i messaggi del progetto oltre le partecipanti. In tutto le donne coinvolte sono 150, in priorità sfollate interne, e attraverso di loro circa 765 familiari.

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