In avvio

Resilienza zootecnica e sostenibilità ambientale nelle zone aride e semiaride del Kenya

Nel Samburu cammelli somali e capre Galla per rinnovare il sangue delle mandrie e rendere le famiglie pastorali più forti di fronte alla siccità.

Il progetto prosegue il lavoro iniziato a Opiroi con la Kenya Camel Association, spostandolo a Naimaralal, nel Baawa Ward della Contea di Samburu, e allargandolo dai cammelli alle capre. Nelle mandrie locali la consanguineità indebolisce gli animali e ne riduce la produzione: per questo arriveranno da Wajir 15 cammelli di razza somala, 3 maschi e 12 femmine, e 20 becchi di razza Galla da incrociare con le capre locali, con un sistema di rotazione dei maschi tra le famiglie. In una società pastorale come quella Samburu il cammello è il capitale della famiglia, quello che entra nelle doti, nei risarcimenti e nelle alleanze, mentre la capra è la riserva di tutti i giorni, alla portata anche delle famiglie più povere: lavorare su tutti e due vuol dire rafforzare entrambi i livelli dell’economia domestica. Sono inoltre animali che brucano gli arbusti più che l’erba e non compattano il suolo, e pesano quindi meno su un ambiente già fragile. Con i servizi veterinari si terranno due corsi sulla gestione sanitaria e sull’alimentazione delle nuove razze, e messaggi radio e SMS terranno informati gli allevatori. Ne beneficeranno direttamente 35 famiglie, 15 con i cammelli e 20 con le capre, mentre i messaggi radio raggiungeranno circa 7.400 abitanti.

Alla fiera del cammello di Maralal, Julius Lenangurang, Community Animal Health Worker samburu di Opiroi, toglie le spine dalla bocca di un cammello.

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